Che cosa significa sentirsi sostenuti? A parole mie parte da questa domanda e la rivolge a chi il sostegno lo vive ogni giorno. Al Centro Socio Riabilitativo Diurno Modiano un piccolo gruppo di persone con disabilità esplora e mette in parola che cosa vuol dire, per loro, essere ascoltati, riconosciuti e messi nelle condizioni di partecipare.

Il percorso alterna momenti di formazione partecipata e un laboratorio dedicato al tema del sostegno. Si parte dalle storie e dalla vita quotidiana del centro, si scelgono parole e immagini, si distingue ciò che aiuta la partecipazione da ciò che, anche senza volerlo, la frena. Tutto con il linguaggio Facile da Leggere, perché le informazioni siano davvero di tutti.

L’esito non resta chiuso in aula. Il gruppo costruisce insieme un documento di raccomandazioni in Facile da Leggere, rivolto a chi lavora al centro, al Comune di Sasso Marconi e alla comunità: indicazioni concrete per rendere la vita di tutti i giorni più accessibile e partecipata.

A guidare il percorso è Emiliano Vesce, da oltre trent’anni impegnato nel campo della disabilità intellettiva e del neurosviluppo come educatore, formatore e progettista, tra i riferimenti in Italia per il linguaggio Facile da Leggere e i temi dell’autodeterminazione.

Il percorso si racconterà pubblicamente l’11 settembre 2026, durante la Festa di Modiano.

In breve

  • Cosa: percorso partecipato di formazione e laboratorio sul tema del sostegno
  • Per chi: un piccolo gruppo di 6–8 persone del Centro Diurno Modiano
  • Quando: giovedì mattina, da giugno a settembre 2026
  • Dove: Centro Socio Riabilitativo Diurno Modiano
  • Nell’ambito di: RI-LEGARE — Welfare Culturale (Distretti Culturali, Città Metropolitana di Bologna, Comune di Sasso Marconi)
  • Appuntamento pubblico: 11 settembre 2026, Festa di Modiano

Seguiranno maggiori dettagli.

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