Ci sono appuntamenti che non ci si può lasciar scappare. Europe in Action 2026 era uno di questi — e a Vicenza, dal 25 al 27 maggio, c’eravamo anche noi.

Non è una conferenza qualsiasi. È il principale forum europeo dedicato ai diritti, all’inclusione e alla qualità della vita delle persone con disabilità intellettive e delle loro famiglie: tre giorni in cui persone con disabilità, familiari, professionisti, associazioni e istituzioni da tutta Europa si incontrano per scambiare esperienze, buone prassi, sguardi.
Quest’anno la conferenza è tornata in Italia dopo oltre dieci anni, organizzata da Anffas Nazionale insieme a Inclusion Europe, con al centro un tema che
sentiamo profondamente nostro: il
Progetto di Vita individualizzato, personalizzato e partecipato.

La nostra presenza

A Vicenza c’eravamo come Cooperativa Sociale Bologna Integrazione a marchio Anffas, e non da soli: insieme a noi c’era l’associazione Anffas Bologna APS, presente con le persone con disabilità del gruppo appartamento che l’associazione gestisce. Un pezzo concreto della nostra comunità che ha attraversato mezza Italia per esserci.

La cooperativa ha partecipato con le sue figure della progettazione sociale e della direzione, e con i coordinatori e le coordinatrici dei centri — che non sono venuti da soli, ma accompagnati da alcune delle persone con disabilità dei centri stessi. E questo, per noi, è il punto: a Vicenza non siamo andati a parlare di inclusione. Ci siamo andati insieme, perché “nulla su di noi senza di noi”.

Conoscere, contaminare e farsi contaminare

Cosa ci si porta a casa da tre giorni così? Prima di tutto, i sorrisi. Abbiamo conosciuto realtà nuove, molte fuori dall’Italia, a livello europeo e mondiale: modi diversi di lavorare, approcci e metodologie lontani dai nostri, esperienze che ci hanno fatto guardare al nostro lavoro con occhi nuovi. È questa la ricchezza di un evento del genere: si va per portare qualcosa e si torna avendo ricevuto molto di più. Contaminare e lasciarsi contaminare, mettere in discussione le proprie abitudini, scoprire che una domanda che ci portiamo dietro da tempo qualcun altro, magari a mille chilometri di distanza, la sta affrontando in un modo che non avevamo immaginato. Ci siamo confrontati, abbiamo preso appunti, abbiamo stretto contatti — e siamo tornati con idee che già stanno lavorando dentro di noi.

La forza della rete

C’è una cosa che questo evento ha reso evidente più di ogni altra: da soli si va poco lontano. Se una conferenza di questo rilievo — con oltre duecento partecipanti arrivati da tutta Europa e persino da oltreoceano, capace di incidere sul dibattito e sulle politiche a livello internazionale — ha potuto svolgersi in Italia, è perché esiste una rete Anffas che a livello nazionale sa costruire e portare avanti appuntamenti di grande portata, con un impatto reale.

è la rete che permette a una cooperativa territoriale come la nostra di sedersi allo stesso tavolo di tutta Europa. è la rete che trasforma tante esperienze locali in una voce comune, abbastanza forte da farsi sentire dove si decidono i diritti delle persone. Far parte di Anffas significa esattamente questo: non essere un puntino isolato, ma un nodo di qualcosa di più grande.

E adesso?

Torniamo a casa con la valigia più pesante di quando siamo partiti — piena di volti, di idee, di metodi da provare e di energie ritrovate. Europe in Action non è stato un traguardo, ma una spinta. E noi abbiamo tutta l’intenzione di rimetterla in cammino, ogni giorno, nei nostri centri e accanto alle persone con cui lavoriamo.

Grazie a chi ha reso possibile tutto questo. Ci vediamo alla prossima, più contaminati e più convinti di prima.

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